venerdì 31 agosto 2012

Sulla questione Planino amministrazione assente

Grande partecipazione ieri sera al terzo incontro relativo alla questione del Planino e dei prati di Tribil.
La serata era incentrata sui modelli di sviluppo per le Valli del Natisone e, quindi, sulle possibili alternative all'edificazione sui prati.
Visto che le opinioni espresse dalle persone (ottuse) e dal movimento FreePlanine, sono state etichettate come sbagliate e le informazioni diffuse come false, alla serata sono intervenuti l'arch. Renato Marcon e la d.ssa Giulia Testori.
Dopo una breve introduzione da parte di Luca Postregna, la parola è passata all'arch. Marcon che ha analizzato il piano/progetto commissionato dall'amministrazione ed ha sinteticamente espresso varie perplessità, alcune persino "profonde"... Partendo dalla poca chiarezza del piano/progetto/studio di fattibilità (?) passando per la sua "parzialità" specificata anche nella relazione tecnica e terminando nell'assurdità dei giochi d'acqua per bambini, senza tralasciare i dubbi in merito alle piazzole per camper con tanto di orto recintato (da coltivare...).
Successivamente la parola è passata alla d.ss Giulia Testori, neo-laureata, che ha descritto sinteticamente la sua tesi che riguarda proprio le possibilità di sviluppo delle Valli del Natisone; nella tesi sono state analizzate alcune delle molteplici possibilità, in particolare si è focalizzata l'attenzione sullo sfruttamento della risorsa boschiva sia dal punto di vista del legname da costruzione che dalla produzione di cippato di qualità per il riscaldamento, passando per un oculata gestione del bosco e sul recupero di terreni incolti e terrazzamenti ai fini della loro coltivazione puntando sulla qualità dei prodotti piuttosto che sulla quantità.
Le proposte analizzate sono accomunate dal rispetto per l'ambiente, per i paesi e per le costruzioni esistenti; tutte le soluzioni prospettate non interessano mega-progetti o nuove realizzazioni, ma si limitano a sfruttare quanto già esiste in modo che l'intervento porti vantaggi, costi limitati e sia rispettoso dell'ambiente e del territorio. Un esempio: un impianto di teleriscaldamento con centrale a biomassa (cippato) ha senso se è di piccole dimensioni, è a servizio di un paese ed il combsutibile (legno cippato) è reperibile in loco.
L'intervento della d.ssa Testori è stato molto apprezzato ed ha ricevuto numerosi complimenti sia dal pubblico intervenuto, che dai rappresentati politici.
Successivamente sono intervenuti l'on. Monai, l'on. Strizzolo ed il consigliere regionale Pustetto che hanno apprezzato sia la tesi presentata che l'iniziativa del movimento FreePlanine, esprimendo le loro opinioni che, guarda caso, sono in linea con quelle sostenute dalla popolazione e dal movimento.
Hanno inoltre sottolineato e considerato molto positivo il fatto che il movimento FreePlanine non è contro iniziative imprenditoriali, ma ritiene giusto e doveroso capire cosa si intende fare ed essere coscienti di quello che si rischia di perdere.
L'unica nota stonata è stata l'assenza del sindaco, di qualche rappresentante della sua maggioranza e di coloro che nel precedente incontro osannavano e sostenevano il progetto.
Si sono lasciati sfuggire l'occasione di controbattere, sostenere il loro progetto, convincere tutti, con valide motivazioni, della bontà dello stesso, nonchè dare informazioni corrette o, perlomeno "monitorare" quelle diffuse dal movimento, accusato di diffonderne false.
Se qualche rappresentante del "No Planino" fosse intervenuto avrebbe potuto assistere ad un incontro "spontaneo", non preparato a tavolino con domande e risposte pronte e narratore. Purtroppo non c'è stato un vero e proprio dibattito in quanto gli interventi hanno solo supportato quanto era stato già esposto e non vi sono stati interventi "contrari".
La serata è stata molto interessante e ricca di informazioni per cui sarebbe davvero deprimente sentir dire, da chi non c'era, che si sta facendo disinformazione e che mancano proposte alternative.....
Per concludere: l'atteggiamento "guardingo" della popolazione è giustificato in quanto guardando più avanti del proprio naso bisogna anche prendere in considerazione l'ipotesi che, a lavori conclusi e prati rovinati, ci si trovi un giorno un cartello con su scritto: "Ci siamo trasferiti a Cividale" o, peggio ancora, nulla, solo altri edifici e strutture vuoti e inutilizzati.
Prima di correre bisogna imparare a camminare.

giovedì 30 agosto 2012


edizione finale

Più iscritti nelle scuole delle Valli del Natisone

Sorpresa: la popolazione scolastica dell’obbligo nelle Valli del Natisone cresce. Stando ai dati fornitici dai due istituti comprensivi statali con sede a San Pietro al Natisone, quello bilingue italiano sloveno e quello monolingua italiano, sui banchi di asili, primarie e medie inferiori dal prossimo 10 settembre siederanno più alunni rispetto all’anno scorso. I numeri non sono definitivi, ma parlano nel complesso di 11 allievi in più. Le medie dovrebbero avere gli stessi studenti dell’anno scorso (168), le primarie 13 scolari in più (267) e la scuola dell’infanzia 2 bambini in meno.
La scuola bilingue, che ancora sarà costretta a operare in condizioni di fortuna, fa segnare un aumento di allievi in tutte e tre i gradi di istruzione. Ma ciò che più balza all’occhio è la stabilità dei numeri delle iscrizioni. Le variazioni rispetto agli anni precedenti sono davvero minime.
http://www.dom.it/pi-iscritti-nelle-scuoledelle-valli-del-natisone/

Iceland did it right

Top Economists: Iceland Did It Right … And Everyone Else Is Doing It Wrong

Iceland Shows the Way

By WashingtonsBlog

August 25, 2012 "
Information Clearing House
" ---- Nobel prize winning economist Joe Stiglitz notes:
What Iceland did was right. It would have been wrong to burden future generations with the mistakes of the financial system.
Nobel prize winning economist Paul Krugman writes:
What [Iceland's recovery] demonstrated was the … case for letting creditors of private banks gone wild eat the losses.
Krugman also says:
A funny thing happened on the way to economic Armageddon: Iceland’s very desperation made conventional behavior impossible, freeing the nation to break the rules. Where everyone else bailed out the bankers and made the public pay the price, Iceland let the banks go bust and actually expanded its social safety net. Where everyone else was fixated on trying to placate international investors, Iceland imposed temporary controls on the movement of capital to give itself room to maneuver.
Krugman is right.  Letting the banks go bust – instead of perpetually bailing them out – is the right way to go.
We’ve previously noted:
Iceland told the banks to pound sand. And Iceland’s economy is doing much better than virtually all of the countries which have let the banks push them around.
Bloomberg reports:
Iceland holds some key lessons for nations trying to survive bailouts after the island’s approach to its rescue led to a “surprisingly” strong recovery, the International Monetary Fund’s mission chief to the country said.
Iceland’s commitment to its program, a decision to push losses on to bondholders instead of taxpayers and the safeguarding of a welfare system that shielded the unemployed from penury helped propel the nation from collapse toward recovery, according to the Washington-based fund.
http://www.informationclearinghouse.info/article32283.htm

mercoledì 29 agosto 2012

Planino, informazioni e sviluppo

Prosegue la pubblicazione di articoli legati al Planino. Anche in questo caso è doveroso ricordare che il "caso" non è l'agriturismo, ma un insieme di interventi volti a trasformare un luogo che andrebbe tutelato, valorizzato e "sfruttato" per le caratteristiche che attualmente possiede. Non vi è NESSUNA CAMPAGNA contro la realizzazione di agriturismo, nè da parte del Movimento Free Planine nè da parte di altre persone. Perlomeno questo è emerso nei due incontri tenutisi in merito. Leggere che il movimento "insiste nella raccolta di firme e chiama a raccolta la popolazione" sembra quasi voler mettere in cattiva luce l'iniziativa ed il movimento, quasi agisse in modo scorretto. La raccolta firme è solo una prova scritta di quante persone si dicono contrarie ad un simile tipo di intervento ed in quel preciso luogo. O forse quel "insiste" significa che raccogliere firme è tempo perso perchè tanto la variante passerà comunque? Resta il fatto che tutti sono invitati a partecipare, sia per criticare che per informarsi direttamente e non solo "per sentito dire"...
Come ribadito più volte sia dal portavoce del movimento che dagli intervenuti agli incontri, nessuno si oppone all'apertura di nuove attività (anche perchè non potrebbe) e nessuno è contro i proprietari. Ci sono solo molti dubbi su come salvaguardare un territorio costruendoci sopra delle strutture, ci sono state troppe domande (anche semplici e dirette) a cui nessuno ha saputo /voluto dare una risposta chiara. Perchè?
C'è qualcosa di male nel cercare di prevenire eventuali "buchi nell'acqua"? Perchè costruire proprio sui prati? Perchè non fare un passo alla volta?
Credo che siano tutti favorevoli ad uno sviluppo sia turistico che demografico delle Valli, in particolare coloro che nelle Valli sono nati, cresciuti e continuano a viverci; le cose però vanno fatte con coerenza e devono riguardare un insieme di cose molto vasto (strade, servizi, strutture, ecc.).
Riguardo poi all'ottusità delle persone ci sarebbe molto da discutere anche perchè si potrebbero definire "ottusi" anche coloro che hanno un "patrimonio" naturale sotto il naso e intendono intaccarne la particolarità anzichè sfruttarlo, anche a fini turistico-didattici.
Resta il fatto che se il tutto fosse iniziato in modo più corretto e chiaro, forse si sarebbero evitati inutili scontri ed attacchi; a meno che l'intenzione non sia quella di rispolverare vecchie questioni e ricreare attriti.....
Sperando di non dover sottolineare ancora che il movimento Free Planine non è contro progetti o persone, ma chiede solo chiarezza, si auspica un numerosa partecipazione all'incontro di domani.

lunedì 27 agosto 2012

Scadenza termine ruralità ed accatastamento fabbricati rurali

Con comunicato del 26 luglio 2012, il Minstero dell'Economia e delle Finanze ha reso note le modalità di presentazione delle domande ed autocertificazioni relative alla ruralità dei fabbricati rurali. Il termine per la presentazione della documentazione è fissato per il 30 SETTEMBRE 2012.
La domanda di ruralità può essere inoltrata:
- mediante consegna diretta all'Ufficio preposto
- tramite raccomandata con ricevuta di ritorno
- tramite fax, ai sensi dell'art. 38 comma 1 decreto Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000 n. 445
- mediante posta elettronica cerificata
La domanda può essere inoltrata direttamente dal titolare, tramite soggetti incaricati come liberi professionisti abilitati alla redaione degli atti di aggiornamento catastale o tramite le associazioni di categoria degli agricoltori (es. Kmečka Zveza).
La domanda, se presentata direttamente, deve essere in doppio orginale, una copia viene restituita per ricevuta. Nei casi di invio a mezzo posta, fax o posta elettronica certificata, fanno fede i rispettivi attestati di spedizione (data di spedizione, rapporto di trasmissione o attestato di trasmissione elettronica).
Sul sito www.agenziaterritorio.it è disponibile un applicazione che consente la compilazione e stampa della domanda ed il rilascio di un codice identificativo che conferma l'acquisizione dei dati. Tale procedura è valida soltanto se la domanda viene successivamente presentata all'Ufficio con una delle modalità prima descritte etro il 30 settembre 2012. La domanda sorge spontanea: "perchè compilarla per via telematica se poi va inviata in modo "tradizionale?" Mah....
Resta comunque l'obbligo entro il 30 novembre 2012 di accatastare i fabbricati rurali attualmente censiti solamente al catasto terreni. Considerati i due termini (30 settembre e 30 novembre) va da sè che in caso di fabbricato rurale non ancora censito ed avente i requisiti di ruralità il termine non sarà il 30 novembre, ma il 30 settembre visto che entro tale data va richiesta l'attribuzione di ruralità. Nel caso in cui il fabbricato sia rurale, ma non abbia le caratteristiche di ruralità il termine utile rimane il 30 novembre.
Il tutto è riportato nella circolare al link seguente:




Krivapeta

China su carta