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sabato 22 giugno 2013

martedì 28 maggio 2013

Riserva o integrazione?


Si torna a parlare della Variante al Piano Regolatore di Stregna e della situazione dei prati di Tribil. Il Messaggero di oggi (28 maggio) riporta un articolo in merito alla variante sulla quale la Regione si è espressa con tanto di riserva vincolante (visibile qui). Da quanto riportato sul quotidiano, il sindaco parla di: "...integrazione alla documentazione presentata, a fini di aggiornamento".

Ognuno è libero di interpretare "riserva vincolante" come "integrazione", l'importante è seguire il percorso indicato dalla Regione (che, in questo caso, non si discosta molto dal buon senso popolare).


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Vecchi post in ordine sparso:
http://disegnoamano.blogspot.it/2012/08/articolo-sul-planino-e-raccolta-firme.html
http://disegnoamano.blogspot.it/2012/08/nessuno-non-vi-vuole.html
http://disegnoamano.blogspot.it/2012/10/una-pura-e-semplice-svista.html
http://disegnoamano.blogspot.it/2012/11/attacco.html
http://disegnoamano.blogspot.it/2012/11/ancora-sul-planino.html
http://disegnoamano.blogspot.it/2012/08/planino-informazioni-e-sviluppo.html
http://disegnoamano.blogspot.it/2012/09/planino-e-valorizzazione-turistica.html
http://disegnoamano.blogspot.it/2012/09/planino-incontro-senza-sindaco-caso.html
http://disegnoamano.blogspot.it/2012/09/planino-e-variante-piano-regolatore.html
 http://disegnoamano.blogspot.it/2012/08/sulla-questione-planino-amministrazione.html
http://disegnoamano.blogspot.it/2012/10/variante-planino.html



venerdì 24 maggio 2013

Riserva sul Planino

La Regione dopo aver esaminato la variante al Piano Regolatore di Stregna,  ha espresso il proprio parere formulando e disponendo una riserva vincolante che può essere sintetizzata come segue.
1- riproposizione del perimetro delle zone E3: in sostanza il Comune dovrà ridefinire il perimetro delle zone E3 esaminando il territorio, scorporando le zone boschive o quelle da rimboschire, individuando le porzioni di territorio da recuperare o già recuperate come disposto dalla LR 10/2010 (Interventi di promozione per la cura e conservazione di terreni incolti o abbandonati) su cui si dovrebbe disporre un regime di inedificabilità riconoscendo funzioni e qualità del restante parte di territorio.
2- nuovi obiettivi e strategie: vanno specificati ed integrati gli obiettivi territoriali esistenti elaborando nuove "strategie" per le aree di pregio paesaggistico.
3- modifiche ed adeguamenti norme di attuazione: le nuove edificazioni vanno disciplinate con parametri numerici specifici sia per il controllo tecnico-edilizio che per evitare effetti stravolgenti come eccessiva copertura di suolo, sagome e tipologie "estranee" ai luoghi. I nuovi fienili vanno regolamentati al fine di contenere opere di urbanizzazione e infrastrutture, almeno attraverso indici che determinino i limiti massimi di altezza ed edificabilità.
Andrà poi reinserito il divieto di apertura di cave e discariche.
Per chi volesse leggerlo interamente, questo è l' Allegato.
A quanto pare, tutta la disinformazione fatta dal Movimento FreePlanine, tutti gli allarmismi mossi, le critiche e perplessità sollevate non erano poi così assurde come si voleva far credere.
Va inoltre detto che non vi è un impossibilità assoluta nell'edificare, ma vanno scelti e specificati criteri ben precisi che non stravolgano quella porzione di territorio, che poi è quanto è stato sostenuto fin dall'inizio da tutti quelli "bollati" come oppositori.

martedì 13 novembre 2012

Attacco...



Qualcuno forse si starà stancando di sentire parlare e di leggere in merito alla questione Planino. Purtroppo la questione è ancora aperta e "calda". Come si legge nell'articolo la variante è stata adottata senza un parere geologico. Forse è una svista, resta il fatto che considerate le opere che si intenderebbero realizzare, un parere geologico sarebbe utile se non indispensabile, anche per sapere se effettivamente il territorio presenta caratteristiche tali da sopportare le strutture prospettate o se vi sono possibili problemi di cedimenti (ad esempio)...
La presa di posizione dei residenti non dovrebbe essere una novità e non dovrebbe stupire nessuno; chissà se anche stavolta si tirerà in ballo il movimento FreePlanine reo di falsare le informazioni.
Per come stanno andando le cose ci sarebbe da ringraziare il movimento FreePlanine che, grazie all'interesse, all'organizzazione di incontri ed alla "vigilanza" che svolge su quanto si sta facendo (e dimenticando) ha contribuito a diffondere informazioni utili (purtroppo/per fortuna), informazioni che sono venute anche da persone "esterne" alla questione.
Alla fine, tutto il polverone alzatosi è dovuto alla mancanza di "umiltà" nell'accettare o almeno ascoltare pareri, tesi ed opinioni diverse ed incontrarsi, senza rancori, per giungere alla soluzione migliore per popolazione, imprenditore/i e territorio.

False notizie al seguente link:

giovedì 25 ottobre 2012

Stregna e San Pietro al Natisone

Dopo Stregna anche San Pietro al Natisone adotta la variante al piano regolatore. Due realtà vicine, due varianti che hanno creato e creano discussione per le "scelte" adottate e che non trovano nell'opinione pubblica, un gran consenso. A Stregna le molte firme raccolte non sono state prese molto in considerazione, anzi sono state indicate come il frutto di una cattiva, se non falsa, informazione. A San Pietro al Natisone qualche svista e qualche "pasticcio"......
Quello che dispiace, al di là delle scelte, è lo scarso coinvolgimento della popolazione in questo tipo di decisioni; sarebbe sbagliato sapere cosa ne pensano prima i cittadini? Magari potrebbero sorgere soluzioni e/o idee migliori. C'è forse qualche legge che impedisce un tale titpo di confronto?
E' diffusa l'idea che chi amministra abbia sempre ragione o, perlomeno, non ammetta i propri limiti od errori; spesso si antepongono appartenenze politiche, vecchi rancori, ripicche ed intanto a farne le spese sono i cittadini e l'ambiente.
Un idea (buona come cattiva) non è legata ad un appartenenza politica, è semplicemente una buona o cattiva idea ed è migliorabile ascoltando diverse opinioni e proposte.
L'obiettivo dovrebbe essere quello di migliorare la vita nelle Valli, ripopolarle, ma finchè ci saranno divisioni sia interne che "stimolate" dall'esterno, rimarremo allo stesso punto o, peggio ancora, faremo passi indietro.

mercoledì 3 ottobre 2012

Variante Planino

Articolo Messaggero Veneto

La vicenda del Planino pare diventare la vicenda dell'agriturismo, ma così non è e non è mai stata. Nè il movimento FreePlanine nè le oltre 1400 firme sono contro l'agriturismo, se così fosse osteggerebbero anche quelli esistenti... Il discorso riguarda il luogo in cui si vuole realizzare l'agriturismo e non si capisce perchè non si sia voluto un vero confronto tra amministrazione (con sostenitori al seguito) ed "osteggiatori". Su tre incontri in merito, i due organizzati dal movimento FreePlanine sono stati quasi completamente "evitati" dall'amministrazione e da coloro che si dicono a favore. Come mai? Non sarebbe stato meglio confrontare assieme le idee e proposte della popolazione? Forse si sarebbe discusso (anche animatamente), ma si sarebbe potuto raggiungere un compromesso, ragionando e ponderando i pro ed i contro, valutando se e quali interventi consentire, ponendo limiti e condizioni per tutelare il patrimonio naturalistico.
Sarebbe stato interessante partecipare a tutti gli incontri, non solo a quello studiato a tavolino (con tanto di domande e risposte preparate) sia per un arricchimento culturale, sia per conoscere in modo più specifico le caratteristiche di quel pezzo di territorio. Così purtroppo non è stato, ma non ha grossa importanza visto che la variante è stata approvata e poco conteranno le osservazioni al riguardo.
La raccolta delle firme non dovrebbe essere vista come una "battaglia", ma piuttosto la manifestazione di un opinione, seppur non favorevole. Sicuramente tutte le firme raccolte non sono "gradite" e lo hanno dimostrato alcune esternazioni in merito, in particolare per quanto attiene una falsa informazione diffusa dal movimento.
Purtroppo certe affermazioni dovrebbero esser sostenute dalla conoscenza delle informazioni diffuse dal movimento e dai tecnici chiamati a relazionare sulla questione. Non si tratta quindi di opinioni da osteria, ma di persone preparate sull'argomento. L'occasione per controbattere o criticare c'è stata, ma qualcuno l'ha persa o l'ha voluta perdere.
Attendiamo gli sviluppi...




L'articolo del Novi Matajur :
Via libera agli agriturismi sul Planino e Kamenica

Dopo una lunga estate di dibattiti, incontri, assemblee pubbliche, lettere e petizioni, il Consiglio comunale di Stregna ha adottato (al terzo tentativo) la proposta di variante urbanistica (la numero 3 al Prgc) che apre alla possibilità di avviare attività agrituristiche – con tanto di costruzione di strutture adatte allo scopo – sui prati stabili – tra cui Planino e Kamenica - del comune.
“L'avvio di una o più attività commerciali potrebbe concorrere allo sviluppo turistico del territorio; la variante inoltre non costituirà elemento di disturbo per i prati stabili” ha motivato durante la riunione, leggendo una nota della giunta, il sindaco Mauro Veneto. “Quanto alle numerose firme di cittadini contrari raccolte dal movimento free-planine, circa 1500 - ha quindi aggiunto Veneto - constatiamo che oltre il 90 per cento sono esterne al comune di Stregna, più del 50 per cento provengono da territori lontani dalle valli del Natisone. Una parte consistente dei 119 firmatari del comune, poi, ha cambiato idea dopo la lettera di chiarimenti inviata dall'amministrazione a tutti i residenti”. La variante, proposta e interamente finanziata da una coppia di proprietari di uno degli appezzamenti in questione, è stata quindi adottata con i voti favorevoli dei consiglieri di maggioranza, ad eccezione di Romeo Qualizza che ha optato per l'astensione.
Contrari invece i consiglieri del gruppo di opposizione. “Mi pare chiaro - ha dichiarato Davide Clodig – che abbiamo due idee diverse sullo sviluppo economico e quindi anche turistico del territorio. La nostra idea implica una visione più a lungo termine che comprenda in primis la tutela dell'ambiente e il recupero dei borghi, mantenendo quelle specificità uniche (come sono i prati stabili) che in passato forse abbiamo tutti sottovalutato. Il progetto della maggioranza, che né in campagna elettorale né al momento dell'insediamento aveva mai prestato attenzione a questa tematica, presenta diverse criticità da questo punto di vista e ci pare condizionato dalla richiesta di un privato”.

lunedì 3 settembre 2012

Planino e valorizzazione turistica


Vista l'assenza della controparte e per maggiore chiarezza è doveroso specificare e puntualizzare alcuni aspetti esaminati e discussi nell'ultimo incontro svoltosi a Tribil Superiore.


La serata è stata aperta dall'arch. Marcon che da anni si occupa di pianificazione territoriale e di valutazione impatto ambientale relativa a piani e/o progetti, per cui conosce molto bene gli argomenti.
Nella sua presentazione l'architetto sottolinea l'unicità delle Valli del Natisone sia dal punto di vista naturale che storico-antropologico.

Accogliendo l'invito rivoltogli dal movimento FreePlanine, ha dato una lettura tecnica critica del documento: "PIANIFICAZIONE DI INTERVENTI COORDINATI PER IL RIPRISTINO, LA VALORIZZAZIONE E LA FRUIZIONE DEL PAESAGGIO DEL COMUNE DI STREGNA" commissionato dal comune di Stregna.
Marcon esprime da subito la sua perplessità in merito a molti aspetti e la sua contrarietà a molte delle scelte di intervento proposte, specificando di aver analizzato gli elementi oggettivi proponendo spunti di riflessione.

1.-Di cosa si tratta?
La delibera definisce il progetto: "documento di pianificazione intermedia atto ad individuare ed articolare cronologicamente le strategie, che si dovranno tramutare in iniziative e azioni concrete" ed ancora "atto di programmazione settoriale ed un progetto quadro riferito ad una seria di proposte di interventi da progettare in dettaglio singolarmente in momenti successivi" ; infine nella delibera di approvazione la giunta lo definisce "studio di fattibilità".
In pratica  è un piano-programma di opere che in base all'analisi del territorio (allargata a tutte le Valli) individua una serie di azioni strategiche in vari settori: ambiente naturale, mobilità, turismo, energia e settore produttivo da cui derivano una serie di interventi descritti e/o illustrati nelle schede allegate. Ogni scheda riporta "gli elementi fondamentali per la redazione dello studio di fattibilità, previsto dala normativa vigente sulla programmazione dei lavori pubblici".
Marcon specifica che non si tratta di uno studio di fattibilità, ma di un piano-programma di opere che potrà venire attuato attraverso i livelli di progettazione: studio di fattibilità, progetto preliminare, progetto definitivo ed esecutivo.

Prima osservazione: assumendo un piano-programma questo deve essere corredato dalla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) prevista per legge (sia comunitaria che statale).

Seconda osservazione: se invece fosse uno studio di fattibilità, come definito in delibera, non si trovano le necessarie e fondamentali alternative percorribili ed i punti di forza e debolezza che consentirebbero di giungere ad una scelta ragionata sia dal punto di vista economico che da quello ambientale; queste sono le finalità che, per legge, uno studio di fattibilità deve possedere.

In sintesi, in entrambi i casi mancano due elementi fondamentali:
-  analisi e confronto alternative
- valutazione degli impatti ambientali
degli interventi al fine di assicurarsi  che "siano coerenti e contribuiscano alle condizioni per uno sviluppo sostenibile".

2.-Valori del territorio
Il "piano" proposto definisce correttamente come limite la dimensione territoriale del comune di Stregna, quello che preoccupa l'arch. Marcon sono le parole: "la lettura del territorio che è stata effettuata (in questo studio) non ha, naturalmente, pretese di esaustività. Essa è strumentale piuttosto agli obiettivi proposti, e volutamente parziale" ed ancora "il paesaggio naturale...non presenta particolari emergenze o polarità che rappresentino da sole attrattive tali da provocare/giustificare una visita" proseguendo con "per quanto riguarda la mobilità ed accessibilità si rivela la mancanza di tratti stradali non adatti ai mezzi di media grandezza quali gli autocaravan..." tali indicazioni sono, secondo Marcon, così marcatamente strumentali agli interventi proposti che distorcono una visione complessiva dei "valori" del territorio.
In tal modo il "parco" sul Planino diviene la principale (se non unica) attrattiva, a discapito della più ampia valorizzazione turistica delle Valli che riguarderebbe anche la tutela e salvaguardia degli aspetti naturalistici tipici.

L'arch. Marcon prosegue il suo intervento analizzando nello specifico alcune tipologie di intervento proposte e, in sintesi, sottolineando come il Parco:
1. insisterebbe su un ampia area avente un elevato interesse ambientale, occupandone l'habitat ed inserendovi degli ambienti "artificializzati" (giochi d'acqua)
2. escluderebbe l'abitato di Tribil Inferiore e quello che può offrire anche dal punto di vista delle strutture ricettive
3. si focalizzerebbe sulla nuova struttura agrituristica la cui realizzazione costituirebbe un onere per l'ente pubblico rappresentato da oneri di urbanizzazione (acqua, luce, fogne, ecc.) nonchè un "consumo" di suolo a discapito del patrimonio edilizio esistente (non sfruttato)
4. costituirebbe un impatto notevole sulla biodiversità e specificità dei prati 

A parte l'autoesclusione del Parco, ci sono anche aspetti positivi quali: il centro didattico informativo, le aree di sosta con fondo naturale ed il recupero di aree abbandonate al fine di incrementare la superficie prativa.

Dall'impostazione del progetto emerge una visione ridotta delle potenzialità esistenti ed una mancanza di integrazione con altri valori e potenzialità del territorio.

Marcon ha inoltre citato esperienze già condotte o in corso quali: Greennet, Econnect, i Luoghi dell'associazione Dislivelli ed altri.

Concludendo Marcon invita a partire dalla criticità e debolezze delle Valli per un ripensamento complessivo delle risorse. Buona cosa sarebbe la creazione di una CARTA DEI VALORI DELLE VALLI DEL NATISONE una sorta di atlante informativo sui patrimoni e valori esistenti e da tutelare/valorizzare.

Il video dell'intervento dell'arch. Marcon:

  https://vimeo.com/48728583
In seguito la parola è passata alla d.ssa Giulia Testori che ha presentato la propria tesi di laurea riguardante le Valli del Natisone ed i problemi legati al territorio quali: spopolamento, abbandono della montagna e dei terreni coltivati, ecc.

Il lavoro delle d.ssa Testori si è focalizzato sulle possibili strategie per uno sviluppo graduale e sostenibile in particolare l'attenzione si è focalizzata su tre possibilità:

1. Il bosco come principale risorsa. Partendo dal bosco come aspetto negativo in quanto invadente i prati ed i terreni abbandonati, la tesi considera questo fenomeno come una risorsa da sfruttare: dalla produzione di legname per la vendita (attività già presente ma in modo scollegato ad una filiera) alla notevole potenzialità della biomassa legnosa di qualità notevole considerata la bassa umidità del legno in queste zone. Il tutto tramite un disboscamento programmato ed una filiera di vendita.

2. Nuove kamunje: gestione dei beni comuni come capitale sociale della comunità + agricoltura. Reinterpretando in chiave moderna l'antico sistema di gestione del territorio si può valorizzare il patrimonio esistente. In che modo? Innanzitutto attraverso un accorpamento fondiario che ridurrebbe la notevole parcellizzazione del territorio, successivamente attraverso l'acquisizione dei terreni abbandonati da parte dei comuni che potrebbero tutelare e gestire sia la risorsa boschiva che quella agricola nell'ottica di prodotti biologici di qualità. Una simile gestione del territorio oltre a consentirne la valorizzazione, potebbe impiegare manodopera locale, limitando lo spopolamento, mantenere in loco la ricchezza prodotta, venendo incontro alle reali esigenze dei residenti.

3. Nuovi usi degli edifici e spazi pubblici interstiziali. Sulla base di studi concernenti le Alpi (Ass. Dislivelli) la ricerca vuole contribuire a sfatare il mito che vede nella città e nella montagna due realtà diverse, spesso contrapposte e nel turismo l'ancora di salvezza per la montagna. La d.ssa Testori, analizzando e studiando i Piani di Sviluppo Locale, i Piani Interreg e Leader, ecc. si è resa conto che le risorse citate prima (biomasse, filiere, ecc.) vengono analizzate e considerate, ma quando riferite alla zona specifica, gli investimenti stanziati non sono il fine per una vera rivitalizzazione, ma una riconversione volta ad ospitare un attrattiva turistica. Opponendosi a tale principio, la tesi punta ad incentivare le caratteristiche locali, progettando ed inventando alternative basate sui principi della decrescita.

In particolare la tesi ha analizzato e formulato delle strategie prendendo come esempio il comune di Savogna ed alcune razioni in particolare.

venerdì 31 agosto 2012

Sulla questione Planino amministrazione assente

Grande partecipazione ieri sera al terzo incontro relativo alla questione del Planino e dei prati di Tribil.
La serata era incentrata sui modelli di sviluppo per le Valli del Natisone e, quindi, sulle possibili alternative all'edificazione sui prati.
Visto che le opinioni espresse dalle persone (ottuse) e dal movimento FreePlanine, sono state etichettate come sbagliate e le informazioni diffuse come false, alla serata sono intervenuti l'arch. Renato Marcon e la d.ssa Giulia Testori.
Dopo una breve introduzione da parte di Luca Postregna, la parola è passata all'arch. Marcon che ha analizzato il piano/progetto commissionato dall'amministrazione ed ha sinteticamente espresso varie perplessità, alcune persino "profonde"... Partendo dalla poca chiarezza del piano/progetto/studio di fattibilità (?) passando per la sua "parzialità" specificata anche nella relazione tecnica e terminando nell'assurdità dei giochi d'acqua per bambini, senza tralasciare i dubbi in merito alle piazzole per camper con tanto di orto recintato (da coltivare...).
Successivamente la parola è passata alla d.ss Giulia Testori, neo-laureata, che ha descritto sinteticamente la sua tesi che riguarda proprio le possibilità di sviluppo delle Valli del Natisone; nella tesi sono state analizzate alcune delle molteplici possibilità, in particolare si è focalizzata l'attenzione sullo sfruttamento della risorsa boschiva sia dal punto di vista del legname da costruzione che dalla produzione di cippato di qualità per il riscaldamento, passando per un oculata gestione del bosco e sul recupero di terreni incolti e terrazzamenti ai fini della loro coltivazione puntando sulla qualità dei prodotti piuttosto che sulla quantità.
Le proposte analizzate sono accomunate dal rispetto per l'ambiente, per i paesi e per le costruzioni esistenti; tutte le soluzioni prospettate non interessano mega-progetti o nuove realizzazioni, ma si limitano a sfruttare quanto già esiste in modo che l'intervento porti vantaggi, costi limitati e sia rispettoso dell'ambiente e del territorio. Un esempio: un impianto di teleriscaldamento con centrale a biomassa (cippato) ha senso se è di piccole dimensioni, è a servizio di un paese ed il combsutibile (legno cippato) è reperibile in loco.
L'intervento della d.ssa Testori è stato molto apprezzato ed ha ricevuto numerosi complimenti sia dal pubblico intervenuto, che dai rappresentati politici.
Successivamente sono intervenuti l'on. Monai, l'on. Strizzolo ed il consigliere regionale Pustetto che hanno apprezzato sia la tesi presentata che l'iniziativa del movimento FreePlanine, esprimendo le loro opinioni che, guarda caso, sono in linea con quelle sostenute dalla popolazione e dal movimento.
Hanno inoltre sottolineato e considerato molto positivo il fatto che il movimento FreePlanine non è contro iniziative imprenditoriali, ma ritiene giusto e doveroso capire cosa si intende fare ed essere coscienti di quello che si rischia di perdere.
L'unica nota stonata è stata l'assenza del sindaco, di qualche rappresentante della sua maggioranza e di coloro che nel precedente incontro osannavano e sostenevano il progetto.
Si sono lasciati sfuggire l'occasione di controbattere, sostenere il loro progetto, convincere tutti, con valide motivazioni, della bontà dello stesso, nonchè dare informazioni corrette o, perlomeno "monitorare" quelle diffuse dal movimento, accusato di diffonderne false.
Se qualche rappresentante del "No Planino" fosse intervenuto avrebbe potuto assistere ad un incontro "spontaneo", non preparato a tavolino con domande e risposte pronte e narratore. Purtroppo non c'è stato un vero e proprio dibattito in quanto gli interventi hanno solo supportato quanto era stato già esposto e non vi sono stati interventi "contrari".
La serata è stata molto interessante e ricca di informazioni per cui sarebbe davvero deprimente sentir dire, da chi non c'era, che si sta facendo disinformazione e che mancano proposte alternative.....
Per concludere: l'atteggiamento "guardingo" della popolazione è giustificato in quanto guardando più avanti del proprio naso bisogna anche prendere in considerazione l'ipotesi che, a lavori conclusi e prati rovinati, ci si trovi un giorno un cartello con su scritto: "Ci siamo trasferiti a Cividale" o, peggio ancora, nulla, solo altri edifici e strutture vuoti e inutilizzati.
Prima di correre bisogna imparare a camminare.

mercoledì 29 agosto 2012

Planino, informazioni e sviluppo

Prosegue la pubblicazione di articoli legati al Planino. Anche in questo caso è doveroso ricordare che il "caso" non è l'agriturismo, ma un insieme di interventi volti a trasformare un luogo che andrebbe tutelato, valorizzato e "sfruttato" per le caratteristiche che attualmente possiede. Non vi è NESSUNA CAMPAGNA contro la realizzazione di agriturismo, nè da parte del Movimento Free Planine nè da parte di altre persone. Perlomeno questo è emerso nei due incontri tenutisi in merito. Leggere che il movimento "insiste nella raccolta di firme e chiama a raccolta la popolazione" sembra quasi voler mettere in cattiva luce l'iniziativa ed il movimento, quasi agisse in modo scorretto. La raccolta firme è solo una prova scritta di quante persone si dicono contrarie ad un simile tipo di intervento ed in quel preciso luogo. O forse quel "insiste" significa che raccogliere firme è tempo perso perchè tanto la variante passerà comunque? Resta il fatto che tutti sono invitati a partecipare, sia per criticare che per informarsi direttamente e non solo "per sentito dire"...
Come ribadito più volte sia dal portavoce del movimento che dagli intervenuti agli incontri, nessuno si oppone all'apertura di nuove attività (anche perchè non potrebbe) e nessuno è contro i proprietari. Ci sono solo molti dubbi su come salvaguardare un territorio costruendoci sopra delle strutture, ci sono state troppe domande (anche semplici e dirette) a cui nessuno ha saputo /voluto dare una risposta chiara. Perchè?
C'è qualcosa di male nel cercare di prevenire eventuali "buchi nell'acqua"? Perchè costruire proprio sui prati? Perchè non fare un passo alla volta?
Credo che siano tutti favorevoli ad uno sviluppo sia turistico che demografico delle Valli, in particolare coloro che nelle Valli sono nati, cresciuti e continuano a viverci; le cose però vanno fatte con coerenza e devono riguardare un insieme di cose molto vasto (strade, servizi, strutture, ecc.).
Riguardo poi all'ottusità delle persone ci sarebbe molto da discutere anche perchè si potrebbero definire "ottusi" anche coloro che hanno un "patrimonio" naturale sotto il naso e intendono intaccarne la particolarità anzichè sfruttarlo, anche a fini turistico-didattici.
Resta il fatto che se il tutto fosse iniziato in modo più corretto e chiaro, forse si sarebbero evitati inutili scontri ed attacchi; a meno che l'intenzione non sia quella di rispolverare vecchie questioni e ricreare attriti.....
Sperando di non dover sottolineare ancora che il movimento Free Planine non è contro progetti o persone, ma chiede solo chiarezza, si auspica un numerosa partecipazione all'incontro di domani.

venerdì 24 agosto 2012

Movimento Free Planine - Nuovo incontro informativo


Il movimento Free Planine ha organizzato un nuovo incontro con la popolazione per discutere ed esaminare i progetti relativi ai prati di Tribil.
L'incontro è aperto a tutti, per cui si auspica una massiccia partecipazione sia da parte dell'amministrazione che di tutti coloro che sono totalmente favorevoli all'edificazione del Planino; in quella sede sarà possibile e doveroso confrontare le diverse opinioni e ragionare sulle stesse. Inoltre, coloro che si scagliano contro l'ottusità della gente, potranno con valide argomentazioni e risposte, convincere la massa di ottusi a modificare le proprie convinzioni od opinioni (forse....).
All'incontro parteciperanno, oltre ad i relatori arch. Renato Marcon e d.ssa Giulia Testori, anche gli on. Carlo Monai, Ivano Strizzolo ed il consigliere regionale Stefano Pustetto.
La data per l'incontro è fissata per GIOVEDI' 30 AGOSTO 2012 ore 20:00 presso la ex scuola elementare di Tribil Superiore.
Se ci sarà un ampia partecipazione da parte di entrambi gli "schieramenti" forse sarà possibile sciogliere alcuni nodi della questione, chiarire dubbi od equivoci, trovare punti in comune da cui partire per un ragionamento oggettivo. Se però dovrà essere il prestesto per uno scontro su argomentazioni che nulla hanno a che vedere con la questione o di tipo personale e/o politico è meglio trovare qualcosa di meglio da fare.
Un pò di ironia: speriamo che non spuntino nuovi progetti tipo pista di motocross od un parco fotovoltaico.....

domenica 12 agosto 2012

Nessuno "non vi vuole"

Altro articolo sulla stampa in merito alla questione del Planino. Questa volta si punta sullo sfogo della coppia cividalese che avrebbe intenzione di realizzare un agriturismo. Partendo dal titolo dell'articolo: "Vogliamo portare lavoro ma qualcuno non ci vuole" potrebbe sembrare che la popolazione del comune di Stregna si sia scagliata contro la coppia in questione mentre invece è contrariata per il progetto che si intende attuare sui prati di Tribil e che non ha nulla a che fare con le persone. Durante gli incontri organizzati nessuno si è detto contro alcuna iniziativa imprenditoriale se logica ed attuata con criterio. Ben venga il fatto che qualcuno porti lavoro o per meglio dire "occupazione", ma quanti posti di lavoro porterebbe un agriturismo? Nessuno può impedire a qualcuno di dare una "svolta" alla propria vita e mascherarsi dietro un opposizione popolare (tra l'altro relativa al progetto) è banale e ridicolo. Siamo d'accordo che la "frammentarietà" delle proprietà è un ostacolo per chi vuole comprare, ma ognuno è libero di fare ciò che vuole (vendere o meno ed al prezzo che vuole...) il fatto di venire "da fuori" ed acquistare un immobile non significa essere eroi e pretendere di esser considerati tali, altrimenti dovrebbero esserlo anche coloro che da sempre vivono nelle Valli. L'accusare qualcosa o qualcuno pare una scusa dietro cui nascondere l'incertezza per un attività che non garantisce il successo.
Se la coppia ha chiesto e sostenuto le spese per la variante urbanistica significa che è una procedura prevista dal Piano Regolatore, ma questo non significa che debbano essere tutti d'accordo e non è chiaro quale sia il vantaggio per la comunità visto che questa si è già espressa a sfavore.
Chiedere dei contributi non è un male ed è assolutamente lecito e doveroso.
Non è corretto etichettare la raccolta firme come una crociata personale contro qualcuno; ciò che è stato criticato sono: il modo usato, i progetti e gli intenti resi noti solo a seguito dell'interesse di un gruppo di persone; sul fatto poi delle informazioni distorte la critica andrebbe mossa a chi aveva già in mano il progetto dettagliato, ma non l'ha reso noto finchè non si è visto obbligato....
Sicuramente la quantità di firme raccolte ha sorpreso molto i sostenitori della variante, resta il fatto che se la stessa è stata "rinviata" per la seconda volta significa che non vi sono le condizioni per approvarla, per cui una parte dello sfogo della coppia andrebbe riservata anche all'amministrazione.....
I Valligiani sono meno ostili di quanto si creda, chiedono (giustamente) rispetto sia per l'ambiente che per le opinioni e se sono "diffidenti" nei confronti di certe "iniziative" ci sono validi motivi.


mercoledì 27 giugno 2012

Free Planine ed i prati di Tribil


Una nutrita partecipazione ieri sera a Tribil Superiore in occasione dell'incontro organizzato da "Free planine" in merito alla possibile adozione di variante al piano regolatore comunale ed alle possibili conseguenze che ciò comporterebbe.
La maggior parte degli intervenuti (quasi la totalità) ha espresso forti dubbi sulla modifica delle norme urbanistiche che consentirebbero la realizzazione di edifici da destinare ad agriturismo.
Sono state esposte con competenza tutte le caratteristiche e peculiarità dei prati tipici di Tribil, nonchè la necessità di mantenerle e valorizzarle in quanto uniche. Tutti d'accordo sull'importanza di mantenere puliti i prati eseguendo o facendo eseguire gli sfalci, ciò che non è chiaro è come si possa pensare che consentire la nascita di nuove strutture possa "salvare" i prati, forse il contrario. Se anche l'amministrazione comunale è d'accordo sul tutelare un bene così prezioso, si potrebbe trovare il modo ed i fondi per tutelare sia la zona del Planino che quelle limitrofe, magari recuperando/salvando anche altri prati dall'avanzare del bosco.
Purtroppo è vero che oggi sono pochissime le persone che dedicano tempo e denaro per falciare e mantenere l'ambiente curato, a causa del poco tempo disponibile, della "non necessità" economica e forse della generale propensione della società moderna al litigio piuttosto che all'aiuto reciproco, per cui ognuno guarda al proprio orto. Fare un favore oggi per molti è sospetto....
Tuttavia il timore delle persone sta nel fatto che la variante, forse nata da qualche richiesta imprenditoriale, consentirebbe la realizzazione di fabbricati e l'apertura di attività che, nel caso non funzionasse verrebbe abbandonata assieme ai nuovi fabbricati che, al limite, verrebbero convertiti in abitazioni. Questo però dopo aver compromesso un ambiente molto raro e specifico sia dal punto di vista floristico che faunistico.
E' giusto non fare processi alle intenzioni come ha ribadito il sindaco, ma è doveroso prendere in esame anche la peggiore delle ipotesi.
Il movimento "Free planine", come è stato ribadito più volte, non è contrario agli investimenti sul territorio, ma vuole andare a fondo prima che il danno sia fatto; è noto a tutti che di abitazioni vuote o da recuperare le Valli sono piene, perchè non agevolare il recupero di questi fabbricati? Ce ne sono moltissimi che meriterebbero di essere recuperati destinandoli ad agriturismo e dai quali partire per godere della bellezza dei prati e dei panorami che offre il territorio.
La nascita del movimento "Free planine" è molto positiva perchè testimonia la presenza di persone che sono stanche di vedere le Valli come "terra di conquista" intesa sia dal banale punto di vista della raccolta di funghi, castagne e frutta che dalla più grave e dannosa attività estrattiva che depreda e rovina da anni le Valli e che pare nessuno possa limitare e/o tutelare.
La raccolta firme contro l'adozione della variante è iniziata.

domenica 24 giugno 2012

Kries Tribil Superiore



Grande successo anche quest'anno per il Kries di Tribil Superiore, l'anno scorso la pioggia ha tentato di "guastare" la festa, quest'anno ci si è messo il vento, ma nulla ha impedito l'accensione. E' sempre un piacere ritrovarsi in quel di Tribil Superiore per fare un salto nelle tradizioni locali, a suon di musica, in un ambiente amichevole, familiare e sereno. I complimenti a tutti coloro che ogni hanno si impegnano affinchè la tradizione continui......
Per chi se lo fosse perso.......non prenda impegni per il prossimo solstizio d'estate.