Qualcuno forse si starà stancando di sentire parlare e di leggere in merito alla questione Planino. Purtroppo la questione è ancora aperta e "calda". Come si legge nell'articolo la variante è stata adottata senza un parere geologico. Forse è una svista, resta il fatto che considerate le opere che si intenderebbero realizzare, un parere geologico sarebbe utile se non indispensabile, anche per sapere se effettivamente il territorio presenta caratteristiche tali da sopportare le strutture prospettate o se vi sono possibili problemi di cedimenti (ad esempio)...
La presa di posizione dei residenti non dovrebbe essere una novità e non dovrebbe stupire nessuno; chissà se anche stavolta si tirerà in ballo il movimento FreePlanine reo di falsare le informazioni.
Per come stanno andando le cose ci sarebbe da ringraziare il movimento FreePlanine che, grazie all'interesse, all'organizzazione di incontri ed alla "vigilanza" che svolge su quanto si sta facendo (e dimenticando) ha contribuito a diffondere informazioni utili (purtroppo/per fortuna), informazioni che sono venute anche da persone "esterne" alla questione.
Alla fine, tutto il polverone alzatosi è dovuto alla mancanza di "umiltà" nell'accettare o almeno ascoltare pareri, tesi ed opinioni diverse ed incontrarsi, senza rancori, per giungere alla soluzione migliore per popolazione, imprenditore/i e territorio.
La pietra Piasentina sgretolata dalla crisi, le Valli del Natisone sgretolate dalle cave.
Cavatori in crisi che si ergono a difensori e paladini dell'ambiente, che lo tutelano, lo curano piantumandolo dimenticando (forse) di averlo prima danneggiato.
Si lamentano dicendo di estrarre solo tre camion al giorno (!), ma i danni alle strade pubbliche chi li ripara? I disagi alle persone quanto valgono in confronto al profitto? E tutto questo pagando ai comuni degli oneri di estrazione ridicoli.
Sono trent'anni che si estrae pietra da Clastra, l'ambiente è stato irreversibilmente modificato, deturpato...... che senso ha il ripristino? In cosa consiste? Nel piantare alberi? Ed i cubi e cubi di materiale asportati? Ci sono rischi idrogeologici molto seri di cui non si curano minimamente.
Nonostante tutto non ci si accontenta, non basta il fatto che i comuni non abbiano alcuna voce in capitolo, che non ci sia una norma che consenta loro di impedire o limitare l'attività delle cave, non gli basta avere carta bianca, ci si lamenta della lungaggine burocratica.... C'è da chiedersi quando si fermeranno, forse quando sgorgherà acqua di mare.....
In questo contesto manca un controllo, un monitoraggio che segua il modo e le modalità in cui si opera all'interno di cave delimitate da sbarre e filo spinato. Pochi sanno cosa viene estratto, se sono stati rinvenuti reperti, se sono state chiuse o distrutte grotte e se le cave sfruttate diventano poi discariche.
Masso caduto da un camion...
Di pari passo ci sono amministratori che dimenticano di non cancellare (quindi di lasciare invariate) le norme urbanistiche che consentirebbero l'aperture di cave o discariche, che difendono a spada tratta varianti urbanistiche discusse e discutibili, che portano alla formazione di un comitato spontaneo o che ricevono un numero spropositato di osservazioni dalla Regione. Strani modi di concepire la tutela dell'ambiente e del paesaggio.
In un periodo di ristrettezze e di sacrifici imposti, c'è chi ritiene di spendere soldi in progetti dalla dubbia utilità, aspramente criticati sia da normali cittadini che da professionisti ed esperti in materia ambientale.
In un periodo in cui il recupero del patrimonio edilizio diviene la norma e si tutela e preserva in tutti i modi l'ambiente (fonti rinnovabili, energie alternative, ecc.) si vuole convincere la popolazione che la tutela del territorio passa attraverso l'edificazione.
Questo avviene nonostante gli interessanti incontri informativi organizzati da Freeplanine, ma evitati da chi non vuole sentire ragioni od opinioni diverse, non ritenendo significative le numerose firme raccolte contro l'adozione della variante, non tenendo in debito conto il rischio di rovinare per sempre una porzione di territorio che potrebbe essere già un attrattiva se mantenuta e valorizzata.
Questo accade nelle Valli, eppure basta un servizio televisivo ben fatto (Sereno Variabile) per incrementare l'accesso turistico e l'interesse per questo territorio.
Purtroppo però ci si "scorna" tra pari, riciclando vecchi rancori ed argomenti che spesso nulla hanno a che vedere con l'oggetto della discussione.
E' possibile che il bello delle Valli del Natisone lo vedano meglio da fuori? Forse chi non lo vede dovrebbe "uscire" un attimo..... L'impressione è che chi viene nelle Valli apprezza la pace, la tranquillità, la bellezza del territorio ed in un mondo frenetico come quello di oggi, può essere una risorsa anche questa. L'importante è non comprometterla irrimediabilmente.
La stangata dell'IMU si abbatterà con maggior "violenza" sui proprietari di seconde, terze, quarte case. Nel caso queste non siano affittate, c'è la possibilità di inoltrare una domanda di revisione della rendita catastale. Infatti se per un triennio il reddito lordo effettivo di un unità immobiliare (abitazione, negozio, ecc.) differisce dalla rendiat catastale per almeno il 50% di questo, l'ufficio tecnico erariale, su segnalazione dell'ufficio delle imposte o del comune o su domanda del contribuente, procede a verifica ai fini del diverso classamento dell'unità immobiliare, ovvero, per i fabbricati a destinazione speciale o particolare della nuova determinazione della rendita. Il reddito effettivo lordo è costituito dai canoni di locazione risultanti dai relativi contratti; in mancanza di questi, è determinato comparativamente ai canoni di locazione di unità immobiliari aventi caratteristiche similari e ubicate nello stesso fabbricato o in fabbricati vicini.
Mercoledì 7 novembre ore 17:30 a San Pietro al Natisone (UD) incontro per conoscere e discutere il nuovo regolamento per l'esercizio dell'attività di agriturismo.